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Finalmente possiamo svelare che il 23 aprile 2019, presso il Museo Nazionale di Damasco, si è tenuta la cerimonia ufficiale di consegna della nostra ricostruzione del soffitto del Tempio di Bel di Palmira!

La ricostruzione, già esposta al Colosseo di Roma nel 2016, in occasione della mostra “Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira”, era stato poi donata dall’Associazione Incontro di Civiltà e dalla Missione Archeologica Italiana in Siria alla Direzione Generale delle Antichità e dei Musei di Siria.

Con una grande cornice di pubblico, alla manifestazione erano presenti: il Dott. Tawfiq al-Imam, Vice-ministro della Cultura della Repubblica Araba di Siria, il Dott. Massimiliano D’Antuono, incaricato d’affari per Damasco presso l’Ambasciata Italiana a Beirut, il Dott. Mahmoud Hammoud, Direttore Generale della DGAM, la prof.ssa Frances Pinnock, il Prof. Davide Nadali e la Dott.ssa Marta D’Andrea della Missione Archeologica Italiana in Siria.

Durante la celebrazione, nella Sala damascena del Museo Nazionale di Damasco, sono stati letti i messaggi inviati dal Presidente Francesco Rutelli e dall’Avv. Emmanuele Emanuele. A seguire è stata infine inaugurata l’installazione del soffitto nell’atrio dell’ingresso del Museo Nazionale alla presenza delle autorità, dei funzionari della DGAM e di un nutrito pubblico di persone che hanno preso parte alla manifestazione.

Il pubblico ha dimostrato grande apprezzamento per questa manifestazione di vicinanza al popolo siriano in questo difficile momento, mentre i membri della missione a Ebla hanno espresso la propria ammirazione per l’attaccamento che le persone comuni mostrano per il proprio patrimonio culturale, come è dimostrato dalla contemporanea esposizione di quadri, rappresentanti monumenti di Palmira, eseguiti da un gruppo di donne, di ogni estrazione sociale, affiliate al gruppo culturale Ur-Nina.

La nostra copia del soffitto distrutto dall’ISIS rimarrà, quindi, in esposizione permanente al Museo Nazionale di Damasco, per ricordare la necessità e la possibilità di ricostruire in loco le opere andate perdute, visti i passi avanti fatti dalla tecnologia.