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LA MODELLAZIONE
dalla correzione dei modelli ad una generazione coerente in scala 1:500

Dato che il progetto della nuova città di VEMA è stato sviluppato con il contributo di venti studi italiani di progettazione architettonica, la ricerca di ottimizzazione dei dati è stata complessa.
Per prima cosa si è proceduto alla correzione dei singoli modelli. I modelli tridimensionali forniti dagli studi, che sarebbe stato ideale potessero pervenire al DIAPRreM nel solo formato dxf o dwg compatibile Autocad 2000, sono stati invece realizzati nei più disparati software (Microsation, Maya, 3DstudioMax, Archicad, Autocad, ecc.). Per alcuni progetti è stato possibile effettuare una preverifica utile e necessaria per valutare il grado di complessità dei dettagli. Il modello deve essere disegnato digitalmente come una “pelle”, che non deve avere spessori né superfici interne, come nei modelli realizzati per i rendering. Tutti i dettagli liberi (muri, pilastri, colonne, piastre orizzontali, ecc.) con spessore sotto i 2 mm devono essere eliminati o portati ad uno spessore adeguato. Infatti ogni spessore di architettura realizzabile in scala 1:500 deve essere equiparato a tale grado di dettaglio prototipabile. Tutti i salti di quota inferiori a 0,5mm devono essere eliminati o aumentati.
Per ovviare ogni inconveniente tecnico di questo tipo, che comporta un grande dispendio di ore di modellazione ricostruttiva delle coerenze digitali da eseguire in laboratorio con procedimenti manuali e solo in parti semiautomatici, è necessario un coinvolgimento dello studio di progettazione in una fase preventiva. Poter, infatti, realizzare una valutazione del modello non definitivo di prova in modo da permettere al personale di ricerca del Centro DIAPReM di valutare e correggere problemi legati all’esportazione ed alla generazione di file creati in ambienti software così diversi, avrebbe fortemente ottimizzato la realizzazione del modello finale.
Dopo questa fase, lunga e complessa, dato l’ampio grado di variabilità di progettazione CAD 3D dei sorgenti digitali si è passato all’assemblaggio del modello digitale completo. A questo punto a tutti i modelli è stato attribuito uno spessore uniforme di estrusione di 4 mm verso l’interno.
L’assemblaggio dei modelli ha comportato poi, una volta realizzato il modello completo, una seconda valutazione delle modalità di “taglio” della città di VEMA in relazione a tre diversi criteri di scelta:
1 – ottimizzazione delle formelle/mattonella in rapporto alla dimensione dei box di stampa dei tre diversi modellatori concettuali all’opera (Z310, Z510 e Z810);
2 – coerenza degli ambiti tematici dei venti progetti;
3 – riduzione di ogni conflitto di sezione in rapporto a zone o dettagli complessi (per cercare di non demolire o di non rendere sostenibile sbalzi, innesti, elevazioni, ecc.).
Ad ogni mattonella è stato poi digitalmente impresso un codice necessario per la definizione di corrispondenza di assemblaggio, per non trovarsi di fronte poi, in fase di montaggio nel Padiglione Italiano alla Biennale di Venezia, un difficilissimo puzzle di oltre 600 pezzi.

mappa delle formelle componenti
una singola zona
verifica che il modello non abbia
componenti interni alla pelle
ricostruzione triangolo per triangolo
delle superifici mancanti
una delle formelle con il codice
impresso nella superificie laterale

 
versione 4.0 (C) TryeCo snc