Le oltre seicento formelle realizzate hanno dovuto sopportare un trasporto molto variato e complesso su diversi mezzi di locomozione.
Inoltre, proprio per la grande quantità dei componenti ed il volume complessivo generato da un imballaggio protettivo si è dovuto organizzare un trasporto in più fasi dal Centro DIAPreM dell’Università di Ferrara verso l’Arsenale di Venezia.
La scelta di un imballaggio leggero (cartone, polistirolo, gomma piuma, ecc.) ha consentito di realizzare dei colli più trasportabili e che potessero meglio attutire gli eventuali urti e vibrazioni dei mezzi di trasporto.
Il difetto di tale scelta si riscontra nell’impossibilità di un recupero, se non parziale, dell’imballaggio che è sostanzialmente a perdere.
Alla fine della mostra si trova ricostruire un nuovo imballaggio finalizzato allo stoccaggio e/o all’eventuale nuovo trasporto di tutto il plastico.
Anche in questo caso tutta l’operazione di imballaggio, per svariati metri cubi di stoccaggio, è stata organizzata con una codificazione utile alla ricostruzione dei diversi progetti.
Questa precauzione si è rivelata molto utile in quanto durante le fasi concitate di allestimento di tutto il Padiglione non è stato possibile avere a disposizione un pratico ambiente di disimballaggio e, per motivi tecnici, i colli hanno anche subito diversi spostamenti interni al complesso delle Tese dell’Arsenale.
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