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ABSTRACT | Presentazione d’insieme del progetto
Le periferie sono i nuovi centri dello sviluppo urbano tessuti che oggi più rappresentano la vita e la quotidianità di una città. Sono gli spazi del transito, dei percorsi di attraversamento, dove spesso prevale la non curanza e manca l’attenzione; luoghi che necessitano di un’identità per uscire da uno stato di indifferenza, che spesso può tramutarsi in abbandono. Nascono così situazioni di disagio e di insicurezza urbana; ed il non-luogo che prima veniva vissuto totalmente come tale, nella mancata percezione di esso, ora è riconosciuto, ma come elemento negativo: suscita sensazioni di malessere ed a volte diventa il simbolo di un disagio sociale e urbano. Sappiamo bene che non basta trasformare lo spazio per cambiare i rapporti sociali, ma sappiamo altresì che questi si iscrivono nello spazio e lo formano in un modo molto concreto. Il non-luogo, al contrario del luogo, è uno spazio in cui colui che lo attraversa non può leggere nulla di esso, non può nemmeno relazionare con le parti che vi interagiscono, individuandone i rapporti. L’architettura però è in grado di inserirsi in queste dinamiche, poiché la sua materia prima è lo spazio e lo spazio è anche materia prima del simbolismo. Più precisamente lo spazio vissuto dagli uomini è sempre qualcosa di sociale, o relativo ad esso. Il progetto si inserisce nelle dinamiche di un contesto reale, dove sono coinvolti spazi vuoti, punti di scambio e poli attrattivi quali servizi e uffici, per ridisegnare una parte di città cercando un linguaggio architettonico e delle motivazioni formali nelle logiche della composizione. Il metodo di intervento progettuale si identifica attraverso l’analisi del luogo come insieme consolidato di strutture spaziali, determinato oltre che da specifiche funzioni d’uso, anche dalla geometria di linee, direttrici, percorsi e forme che sono segni sia di interpretazione dello spazio contestuale, sia di uno specifico personale percorso mentale. In quest’ottica è possibile leggere lo spazio come il trait-d’union tra l’arte astratta e l’architettura contemporanea, dove l’espressione del pensiero progettuale diventa esso stesso progetto e l’architettura il risultato della materializzazione del pensiero progettuale? Nel riproporre un modello già consolidato in ambito artistico, ma poco applicato in quello architettonico, il progetto vuole diventare rilettura consapevole di uno spazio ricostruendone i bordi ed i limiti, non solo per integrare il nuovo intervento con l’esistente, ma anche per creare un rapporto dialettico tra gli edifici. Con questo tipo di approccio il nuovo non può prescindere dal suo intorno, dalla struttura urbanistica e dal contesto storico-culturale. Solo così facendo è possibile costruire una parte di storia della città, una stratificazione in continuità tra passato e futuro.

Rendering di A.Zorzetto










 
 

TESI DI LAUREA PRESSO LA FACOLTA' DI ARCHITETTURA DI FERRARA

LAUREANDA
CARLA PALU'

RELATORE
Arch. SERGIO ZANICHELLI
CORRELATORE
Arch. AGOSTINO BONALUM I
SESSIONE OTTOBRE - A.A. 2005-2006

 
 
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